Protagonisti e testimonianze

Yulia Timoshenko: “Nella prigione del regime ho sentito la presenza di Dio”

YULIA TIMOSHENKO prigione di lukyanivska kiev Due volte premier dell’Ucraina, la pasionaria della «rivoluzione arancione» è in carcere, condannata a 7 anni per «abuso di potere». L’Ue ha chiesto di liberarla. Questo articolo è stato scritto in cella.   Si dice che non esistono atei nelle trincee. Dopo il mio processo-spettacolo, e quattro mesi e [...]    

inserito il 31-12-2011     -    

Protagonisti

Ci sono soltanto tre categorie di persone al mondo: quelli che trovano Dio, quelli che amano leggere e quelli che inaugurano con le canne e l’alcool il fallimento della propria esistenza.

Perchè la vita non basta a sè stessa.     Leggi tutto

inserito il 26-12-2011     -    

L'uomo dell'anno 2011

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inserito il 26-12-2011     -    
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In quegli anni dominati dalla ideologia il testo di Havel rappresentò uno spiraglio di luce, l’apertura di una prospettiva nuova verso orizzonti finalmente diversi da quelli imposti dai muri totalitari. Havel scriveva  “Il sistema post-totalitario è ossessionato dal bisogno di legare ogni cosa con un regolamento. La vita in esso è percorsa da una rete di ordinanze, avvisi, direttive, norme disposizioni e regolamenti. (non per niente se ne parla come di un sistema burocratico)… l’uomo è solo l’insignificante ingranaggio di un meccanismo gigantesco; il suo valore è limitato alla funzione che in esso svolge... tutto deve essere il più possibile delimitato, codificato e controllato. Ogni deviazione dal percorso prestabilito è bollata come errore, arbitrio e anarchia. Dal cuoco del ristorante che senza il permesso dell’apparato burocratico non può cuocere per gli ospiti qualche specialità che si discosti dalle norme stabilite, al cantante che senza l’autorizzazione dell’apparato burocratico non può cantare in un concerto la sua nuova canzonetta, sono tutti uomini legati, in ogni manifestazione della loro vita, dal filo burocratico delle ordinanze   -   Leggi tutto

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Accade purtroppo con una certa frequenza che le notizie che ci raggiungono turbino la nostra pace e la nostra coscienza. E sono racconti e giudizi sulle gravi violenze nel mondo (e non cessa di stupirci la rassegnata e connivente documentazione che ce ne viene fornita. Basti pensare al modo con cui ci è stata raccontata la guerra in Libia…). Sono resoconti sulla continua persecuzione dei cristiani (che stenta a diventare problema di coscienza, con una sospetta assuefazione di troppi comunicatori). È il modo con cui si dà spazio ai vari indignados   -   Leggi tutto

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La mostra ricostruisce il percorso che alcuni abitanti ebrei di Cafarnao hanno fatto dal primo incontro con Gesù di Nazareth fino al riconoscimento di fede che permise loro di arrivare a dare la vita per Lui.  Avvalendosi delle fondamentali conoscenze scaturite dagli scavi archeologici realizzati nell’ultimo secolo dai Padri Francescani della Custodia di Terra Santa e dallo studio esegetico dei Vangeli, l’esposizione intende aiutare a vincere il dubbio sul cristianesimo: "Sì, questa storia è accaduta realmente. Gesù non è un mito, è un uomo fatto di carne e sangue, una presenza tutta reale nella storia.   -   Leggi tutto

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Con i Gigabyte alla radice del "mistero uomo" - Mario Gargantini
Padre Roberto Busa ci ha lasciati a pochi giorni dal Meeting di Rimini, quel Meeting che l’aveva visto presente per diversi anni a partire dal 1998: dapprima come poliedrico relatore (il suo primo intervento aveva il significativo titolo: “Tecnologie, ruscelli di sapienza. Ossia, il coraggio della certezza”); poi come visitatore attento e curioso, con lo sguardo aperto di chi non smette di imparare e con la semplicità stupita tipica del bambino e insieme del sapiente.   -   Leggi tutto

Vigilare l'istante

Cari amici, Carrón ci parla sempre della contemporaneità di Cristo. Ma cosa vuol dire? Vedere con i propri occhi, toccare con le proprie mani la vittoria di Cristo risorto come documentano le due foto della cresima, celebrata domenica scorsa nella clinica di Alma e Carol.
 

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inserito il 02-04-2011     -    
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C'è un profondo senso di ingiustizia dietro a questi avvenimenti, cosa si può fare? Cosa possiamo fare noi?
Di fronte a tutte le impotenze l'unica cosa che si può fare è stare accanto, con la preghiera perchè solo Dio sa e, con la memoria; rompendo il muro di silenzio e di fastidio che questa notizia porta.
Non lasciamo sole le comunità cristiane del Medio Oriente.
SamizdatOnLine   -   Leggi tutto

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