“Chi crede in Dio deve spiegare il male. Chi non crede in Dio deve spiegare tutto il resto”. Come massima è accettabile, ma ultimamente mi viene pensato che anche i non credenti devono spiegare il male. E non possono evitare la domanda, perché se avessero questo atteggiamento vuol dire che per loro il male, semplicemente, non esiste. Dire “questa domanda non ha senso perché non credo in Dio” vuol dire abdicare al discriminante tra ciò che è bene e ciò che è male, vorrebbe dire porli entrambi sullo stesso piano.
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