Abbasso i Futuristi
Non so se vi è capitato qualche volta di usare su dei PC un po’ vecchiotti per vedere dei grossi filmati. Le immagini “saltano”, poichè il povero processore elettronico riesce ad elaborare solo un certo numero di informazioni per volta. Tac, tac, e ad ogni scatto ci perdiamo quello che c’è in mezzo.
All’opposto, vi è capitato di far girare programmi obsoleti su computer moderni? Qualche tempo fa ho ripreso un gioco, Unreal Tournament, che mi era piaciuto ma che avevo abbandonato prima dell’ultima sfida. Mi è venuta la voglia di terminarlo, e l’ho installato sul mio PC nuovo.
Ho premuto “start”…e in meno di un secondo sono “morto”. Il mio computer nuovo è mille volte più rapido del vecchio. Il gioco è mille volte più rapido, ed anche i nemici.
Cosa hanno in comune queste due esperienze? Che la velocità eccessiva ci fa perdere informazioni, e la partita.
La lentezza in sé non è una virtù. Ma le cose si gustano, si capiscono, si apprezzano solo quando diamo loro il giusto tempo. Al nostro cervello si deve concedere quanto necessario perché possa valutare cosa i sensi dicono.
Possiamo anche trangugiare in fretta dell’acqua, ma un vino buono va centellinato per afferrare ogni sfumatura del suo sapore.
Una bella ragazza, se non ci fermiamo accanto a lei e non le dedichiamo instanti della nostra vita, non sarà mai la nostra fidanzata o la nostra sposa. Rimarrà un volto tra la folla, intravisto appena, che sfugge via lasciandoci il rimpianto.
I Futuristi esaltavano la velocità come ingrediente fondamentale della vita. La modernità sono torrenti di informazioni che ci colpiscono, di cui riusciamo ad afferrare solo minima parte. Presto e bene non vanno assieme, i vecchi dicevano. Avevano ragione.
Lasciamo che i torrenti scorrano su di noi, e tratteniamo il valore, l’oro prezioso. Ciò che vale merita il nostro tempo.













