C’è sempre uno che ne sa di più di tutti

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Complimenti vivissimi
Complimenti, signori giudici.
Ci avete insegnato che non è nei parlamenti che vengono fatte e disfatte le leggi, ma nei salotti che voi frequentate.
Ci avete confermato che la volontà del popolo, in questa che passa per essere una democrazia, non conta una beata cippa, se voi siete di opinione contraria.
Ci avete fatto apprendere che, se una cosa è ingiusta, basta cambiare la definizione perché diventi giusta, anzi, doverosa.
Vi dobbiamo ringraziare perché adesso sarà possibile anche qui comprare ovuli, come nei paesi meno avanzati, e le donne povere potranno ammazzarsi di medicine per fornirli ai ricchi. Siccome qualcosina verranno pagate pure loro questo è un grande passo avanti alla lotta alla povertà, come la prostituzione e l'accattonaggio.
Vi applaudiamo perché finalmente non saranno più certi padre e madre, e potremo assistere a meravigliosi pasticci e bisticci legali in prima serata come in altre nazioni. Vi siete procurati lavoro e visibilità, di questi tempi chi può darvi torto?

Ci congratuliamo perché, volendo sanare quella che a vostro parere era un’ingiustizia – o comunque dava fastidio alle vostre idee – avete generato un’ingiustizia molto più grande.

Da ultimo, dobbiamo dirvi grazie perché è un poco più vicino il giorno in cui potremo fare tutto quello che vogliamo con questi oggetti chiamati bambini. Ne abbiamo diritto: siamo più grandi di loro, più forti di loro, e se abbiamo abbastanza soldi niente ci deve essere precluso.

Se qualcosa ci fosse, ci siete sempre voi giudici.

Berlicche  socio di  SamizdatOnLine

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