Chi è innocente?

anteprima

Todas las teorías son legítimas y ninguna tiene importancia. Lo que importa es lo que se hace con ellas.
Tutte le teorie sono legittime e nessuna è importante. Quello che importa è cosa si fa con esse.
Jorge Luis Borges
Mia moglie mi chiama, “Hai visto cosa sta accadendo a Parigi?”
Sullo schermo del televisore si affastellano le immagini convulse. Su tutti i canali i commentatori ripetono l’ovvio, cercano parole.
Nel tunnel in uscita dallo stadio tutti cantano la Marsigliese. Mi viene in mente, come un flash, che la nazione del terrore di duecento anni fa si chiamava Francia. Sulle parole di questa canzone i cittadini formarono i loro battaglioni e cercarono di esportare la loro rivoluzione nel resto del mondo. Negando la liberté, facendosi beffe dell’egalité, e ammazzando gioiosamente coloro che non appartenevano ad un concetto di fraternité parecchio ristretto.
Per carità, capisco perfettamente quel cantare nel rientrare nella propria città ferita. Avrei cantato anch’io, a squarciagola. Fossse avvenuto in Italia, avremmo intonato tutti l’inno di Mameli, che quanto a bellicosità non è da meno. Che le armi portino, se non giustizia, vendetta. Sì, avremmo pensato questo. Pensiamo questo.

La strage parigina ci colpisce, colpisce la nostra immaginazione e sensibilità perché è avvenuta dietro casa nostra. Mio figlio, tre settimane fa, era lì. Che massacri uguali o peggiori siano avvenuti e stiano avvenendo in luoghi più remoti non riesce a impressionarci altrettanto. Eppure il sangue di quei francesi è come il sangue di tanti nigeriani, libanesi, siriani a cui siamo rimasti indifferenti, salvo forse lo spazio di un attimo. Quello che non riusciamo a capire è che dietro quei morti non c’è la pazzia, ma una interpretazione della realtà diversa dalla nostra. Diamo forse per scontato che chi uccide un bambino a sangue freddo sia un mostro, perché nel nostro immaginario solo un mostro può fare una cosa simile.

Ma non è così. Ci sono milioni e milioni di persone che non ci vedono niente di male, se questo è per essere contro un nemico, per fare trionfare un’ideologia. Ci sono milioni di persone che lo farebbero pure. E una cifra ben maggiore che glielo lascerebbe fare.
Se ci sentiamo male a quelle notizie, è per l’orrore che contengono, o perché abbiamo paura? E’ perché ci hanno insegnato che uccidere l’innocente è male, è – parola bandita – peccato, o perché siamo timorosi per noi stessi?
Non uccidere. Quell’insegnamento è sempre più distante da noi. Ogni giorno gli innocenti, in Europa, a cento metri da noi, sono massacrati secondo la legge. Quando danno fastidio, sono inutili, c’è da guadagnarci. Non paragoniamo, voi direte. Ma ciò che differenzia è solo l’arma, e la consapevolezza.

A tanti vorrei dire: io provo l’orrore che voi non provate più. Perché voi avete già un altro modo di vedere rispetto al mio. Signori, loro, quelli che sparano e si fanno esplodere, hanno solo pensieri un po’ diversi. Ma non sono differenti.
La Francia che ha subito gli attentati non è meno distante da quello che io, da cristiano, provo. Non è meno anticristiana. Crociati? Proprio no. La persecuzione è un po’ più discreta, meno sanguinosa, più sottile, ma non per questo assente. E’ lo stesso spirito che ghigliottinava suore e affogava sacerdoti. Che bruciava nei forni donne e bambini di Vandea. E’ la Francia che bombarda chi ha brigato per fare insorgere. Per vendetta, come dimostrazione di forza.

Non troveremo nei nostri prìncipi dei princìpi diversi. Perché tutte le ideologie di questo mondo sono umane. Umano è l’islamismo, il laicismo, tutto quello che il secolo scorso e i precedenti ci hanno lasciato e quello corrente continua a sviluppare. Tentativi umani di trovare la felicità che finiscono tutti, tutti, in morte. Logica conseguenza.
Perché noi esseri umani siamo così: mortali.
E’ per questo che c’è un’unica strada da seguire, una strada non umana ma fatta per l’uomo. Una verità non umana, ma molto più che umana. Il cui leader non ha ammazzato per imporre, ma si è fatto ammazzare. In croce.

Io ve l’ho detto. Non siete più innocenti. L’alternativa è continuare ad avere paura degli altri uomini. E, in questo, avere ragione.

Berlicche  socio di  SamizdatOnLine

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