A Cuor Contento

Posso, dopo aver sentito il concerto magari non apprezzare tutto quello che è stato cantato, ma non posso rinnegare che c’era il cuor contento.

Un concerto punk in cui c’erano molti nostalgici che cantavano i vecchi successi e sul palco un G.L.Ferretti che cantava come se venisse da un altro pianeta, anzi da dentro il pianeta. Ho visto un concerto arrabbiato nel rivelare la rabbia di chi ascoltava, quella che c’è in noi, ma non più in chi cantava.

Solo poche parole alla fine, prima dell’ultima canzone “Spara Jurij”:

Uno

Nessuno

Centomila,

è il relativismo:

Felicitazioni

 

Da un intervista:

Perché chiamare un tour “A Cuor Contento”?

Perché sono sempre stato tutto il contrario. Un’inquietudine fatta corpo. Ora invece ho uno sguardo pacificato. Credo che la vita sia un dono, e che un dono debba essere apprezzato in quanto tale. Sono contento in quanto rendo grazie del vivere. Voglio vedere quanto di positivo c’è, anche nella difficoltà e nella disgrazia. Perché la vita è fatta di cose molto diverse tra di loro: c’è uno spazio forte per la meraviglia, uno Perché chiamare un tour “A Cuor Contento”? Perché sono sempre stato tutto il contrario. Un’inquietudine fatta corpo. Ora invece ho uno sguardo pacificato. Credo che la vita sia un dono, e che un dono debba essere apprezzato in quanto tale. Sono contento in quanto rendo grazie del vivere. Voglio vedere quanto di positivo c’è, anche nella difficoltà e nella disgrazia. Perché la vita è fatta di cose molto diverse tra di loro: c’è uno spazio forte per la meraviglia, uno spazio forte per la tragicità. Per scoprirne il senso, c’è un tempo necessario. L’essere a cuor contento è una forma di preghiera.spazio forte per la tragicità. Per scoprirne il senso, c’è un tempo necessario. L’essere a cuor contento è una forma di preghiera.

inserito il 19-02-2014     -