A favore della vita e degli animali

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Sono stato vaccinato contro la poliomielite.
Al termine della Seconda Guerra Mondiale, prima che esistesse il vaccino, la malattia ebbe larghissima diffusione negli Stati Uniti ed in Europa. In Italia nel 1958 ci fu una punta di 8.300 casi.
Grazie al vaccino è praticamente scomparsa in questi Paesi. Per questo ho mani, gambe e piedi che mi consentono di sedermi a scrivere. 

Sono stati uccisi migliaia di primati per ottenere quel vaccino. Molti altri animali hanno avuto medesima sorte per altre terapie sperimentate senza successo. 
Possiamo dirci crudeli per aver pagato un alto prezzo in vite animali necessario alla nostra salute? 
È lodevole preoccuparsi del benessere degli animali. La creazione è data all'uomo perché contribuisca a trarne il Bene secondo i desideri di Dio. 
Quindi la stessa sperimentazione animale, a cui molti devono la vita e la salute, non è una pratica ammissibile indiscriminatamente. Per questo l'Unione Europea ha fissato tramite una direttiva i termini a cui le leggi di tutti i Paesi membri devono attenersi. 
Qualcuno non è soddisfatto. 
 
Si cerca di fare approvare in Parlamento una legge che contrasta con l'intento di uniformare le norme a livello europeo, imponendo inoltre limiti invalicabili per gli scienziati del nostro Paese. 
Sarebbero resi obbligatori l'acquisto di animali dall'estero e l'uso di anestetici in tutte le pratiche di laboratorio. 
Nel primo caso aumenterebbe il costo delle sperimentazione, che ricadrebbe sui farmaci e dunque sul sistema sanitario nazionale, senza peraltro il risparmio di una sola vita animale.
D'altra parte imponendo l'anestesia nei casi in cui vi sia sofferenza della cavia, si provoca l'inattendibilità dell'esperimento in tutti i casi in cui il farmaco e l'anestetico hanno effetti contrastanti. Circostanza che, per esempio, si verifica in modo costante nel caso delle malattie neurodegenerative. 
Vogliamo essere a favore degli animali ogni volta che è possibile. 
Vogliamo essere a favore degli animali ed a favore della vita. 

Non darmi ragione  socio di  SamizdatOnLine

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