I due vuoti

anteprima

"Per sperare, bimba mia, bisogna essere molto felici, bisogna aver ottenuto, ricevuto una grande grazia"  (Peguy)
Può essere utile confrontare i due grandi terremoti, i due grandi vuoti, le due grandi incertezze che stiamo vivendo.
Da una parte abbiamo Benedetto XVI che, riconoscendosi troppo vecchio e fragile per potere efficacemente proseguire la sua opera, decide di rinunciare volontariamente al soglio pontificio.
Dall'altra abbiamo una serie di partiti che, pur essendosi dimostrati incapaci di governare efficacemente lo stato italiano, si rifiutano di fare un passo indietro nella gestione della cosa pubblica.

Benedetto XVI è stato un grande pontefice, e si è mosso di anticipo. Nessuno può certo accusarlo ora di decadenza senile, rimane decisamente più brillante di tanti che potrebbero essere suoi successori. Ma ha realisticamente visto le necessità del suo stato, e per amore della realtà che rappresenta, la Chiesa, ha deciso di fare un passo indietro prima che la situazione precipiti.

I partiti che hanno governato negli anni passati, e congiuntamente negli ultimi mesi, occorre pure ricordarlo, non hanno dato grande prova di loro. Alcune cose buone sono pur state fatte, ma molto più ci sarebbe da criticare. Incapaci di rinnovarsi, senili anche quando appena costituiti, hanno in comune una sola cosa: l'assoluta protervia nel supporre di essere nel giusto, di essere i soli in grado di mettere mano alla situazione e risolverla. Non so quanto questa convinzione sia una maschera o ne siano realmente persuasi, ma i fatti e la storia parlano altrimenti.

Il Papa ha potuto lasciare perché sa perfettamente che il timone della barca di Pietro non è in mano sua. Confida in uno Spirito Santo che aiuterà a scegliere un successore degno, e per questo può ritirarsi. Ha la Grazia della speranza, perché confida in un Altro più che in sé stesso.

Invece altri confidano solo in sé stessi, e per questo non lasceranno mai, non cederanno mai, non condivideranno mai. Se si accorderanno sarà un finta, una mossa, in attesa di pugnalare e dominare in un prossimo futuro. Senza un Altro, più grande, la politica e la storia non sono che una rissa dove i più forti temporaneamente vincono, prima di venire schiacciati e scacciati a loro volta.

Ci vorrebbe Cristo, ci vorrebbe il cristianesimo, in questo Parlamento, in questi partiti, in questo nostro Stato. Ma ahimè, noi cristiani non abbiamo creduto, non abbiamo sperato, non abbiamo confidato abbastanza.

Berlicche  socio di  SamizdatOnLine
 


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