Il nuovo genocidio

anteprima

Ogni singolo istante, nel nostro occidente, è in atto un genocidio, di proporzioni enormi, che coinvolge milioni di persone, e che vuole, nel suo intento, coinvolgere tutti gli abitanti della terra.

Non mi riferisco all’aborto o alle mattanze di cristiani in giro per il mondo, mi riferisco ad un fenomeno (per ora) circoscritto al mondo occidentale, in alcuni paesi più che altrove. E’ un genocidio di nuovo tipo, molto più grave dei suoi parenti del passato. Sto parlando dalla cultura del nulla e della perdita della speranza. Questo nuovo delirio filosofico, che ha nel pensiero debole solo una parte, non ha alcun obiettivo dichiarato, in quanto nega esso stesso che possano esserci obiettivi importanti. Assume infinite sfaccettature, ma non muta di molto, anche se sembra sempre assumere un aspetto completamente nuovo ad ogni piè sospinto. Consiste nel far credere che non esista nulla per cui valga la pena morire e, quindi, per cui valga la pena vivere. Consiste nell’annientamento della speranza, negando che il male della vita possa avere un senso, affermando anzi che è un non-senso da cui bisogna scappare il prima possibile. I suoi effetti sono sotto gli occhi di tutti. Adolescenti che si suicidano perché non vedono alcun motivo per vivere, giovani che si sballano appena possono perché non vedono altro modo per essere felici, adulti che non fanno nulla che possa durare perché non hanno ragione di pensare che ci sia qualcosa nella vita che possa durare, vecchi su cui viene riversata l’idea che “è giunta l’ora di andarsene” perché la loro vita non è degna di essere vissuta. Questo genocidio culturale è estremamente più insidioso di tutti i suoi parenti del passato, perché mentre i primi si limitavano ad uccidere il corpo, questo uccide l’anima, sopprimendo ogni volontà di andare avanti e di vivere. Questo genocidio ha, come detto, diverse sfaccettature. In alcuni casi è un materialismo spinto, che nega qualsiasi cosa di superiore alla materia o di non empirico, in altri casi è all’opposto uno spiritualismo esagerato, talmente disancorato dalla realtà e dalle ragioni di essa che, non portando ragioni per essere vero, viene da tutti accolto come un tampone spirituale, in altri casi ancora è una bizzarra via di mezzo, una delle tante possibili, ma tutti questi aspetti portano ad una sola cosa: negare la speranza. Un noto materialista odierno ha un blog nel quale nega che la vita abbia un senso, o che è impossibile trovarne uno, gli spiritualisti al contrario dicono che la persona stessa è il senso della vita, ma non dicono nulla sulla persona, che così diventa vuota. Tutto ciò ha portato allo sfacelo totale della società, che non trovando motivi per andare avanti, si è semplicemente fermata. Non a pensare, come sarebbe stato logico, ma a non pensare a quello che è, coprendo tutto con un semplice divertissement, sperando che nessuno si accorga che, a tutti gli effetti, va avanti senza pensare, per inerzia. Questo genocidio sta procedendo nella direzione che porterà a creare una razza di persone troppo modesta intellettualmente per credere alla tavola pitagorica (Chesterton). Tutto ciò non viene nemmeno segnalato come “pericoloso”, ma viene anzi additato come qualcosa di assolutamente normale, anzi, da sostenere e da sviluppare. Perché, si ritiene, una volta tolto tutto, resterà solo la libertà. Ma come si può essere liberi se non ha nulla su cui far agire la propria libertà? Tutto ciò procede inarrestabile, inesorabile, fino alle sue estreme conseguenze: la sparizione totale di tutte le persone che ne vengono a contatto e, incidentalmente, la sparizione di tutti coloro che credono nella ragione e nella fede contemporaneamente, lasciando il campo solo ai fanatici fideisti o ai pochi razionalisti che credono ancora di essere felici. Questo nuovo genocidio è il futuro che ci attende se non faremo qualcosa. Buon 2011 a tutti.


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