il Paradiso in Terra

“Allora, ricapitoliamo” disse il Funzionario.
Si schiarì la voce. Un sottoposto, muovendosi come un lampo, versò un bicchiere d’acqua e glielo porse. Il Funzionario lo prese, senza neanche voltarsi, e ne bevve un piccolo sorso.
Schioccò la lingua. “Tutto quello che volevate, noi l’abbiamo realizzato. Avete lottato per anni contro l’aborto, ed adesso noi abbiamo abolito l’aborto.”
Si sedette sul bordo della scrivania. “Avete lottato per anni contro l’eutanasia, ed ora l’abbiamo proibita. Non esistono più unioni civili, e neanche matrimoni civili. Abbiamo reso obbligatorio il matrimonio religioso, e vietate persino le convivenze.”
Il tono era suadente, dolce. Si guardò le unghie perfettamente curate. “Omosessualità? Non esiste più, abbiamo provveduto. Niente droghe. Nessuno si ubriaca. Nessuno ruba, o uccide. Abbiamo provveduto anche ai poveri.”
Si tirò ancora in piedi, fece due passi verso l’uomo seduto sulla sedia.
“Insomma, abbiamo compiuto quello che avete sempre sognato, che avete tentato tante volte di realizzare fallendo. Il Paradiso in Terra. Ogni più piccola trasgressione è immediatamente punita ed eliminata.”
Sospirò. “Ed è questo che non capisco. L’ostinazione.”
Sbattè con forza sulla scrivania il bicchiere, che si ruppe in mille frammenti. I sottoposti guardavano costernati, incerti sul da farsi.
“Ancora non lo volete capire? Siete inutili. Possiamo, anzi, dobbiamo nominarci da noi i nostri sacerdoti. Voi siete indegni. Avete fallito.”
Accostò il viso a pochi centimetri da quello dell’uomo sulla sedia. “Inutili. Non necessari. Non avete più niente da fare. Abbiamo fatto tutto noi. Dovete solo ammetterlo. Poche parole, per certificare la grande vittoria di tutta l’umanità. Non che ce ne sia bisogno: ma anche questo è fatto per il vostro bene, come tutto quello che facciamo.”
L’uomo sulla sedia rimase in silenzio.
Si drizzò, si massaggiò gli occhi. “Non capisco tutta questa ostinazione. La vostra battaglia è vinta. Avetete vinto, abbiamo vinto noi per voi. I vostri valori sono i nostri. Tutto ciò per cui avete combattuto. Vorremmo solo che lo riconosceste.”
Si chinò di nuovo sull’uomo seduto. “Ci basta un ringraziamento, un semplice riconoscere la nostra superiorità. Dopodiché potremo dichiarare sciolta la vostra ormai inutile congrega. I valori che portavate oggi sono i nostri. Non meritiamo un poco di considerazione?”
L’uomo sulla sedia alzò la testa. Si passò la lingua sulla labbra gonfie e incrostate di sangue. “No, non vi adorerò mai.”
Il Funzionario ristette una attimo, poi scosse la testa. “Sciocchi ostinati. La vostra organizzazione non governativa, come tutte le altre, è decretata illegale. E’ finita l’ora del dilettante, ormai ci siamo noi del Governo che pensiamo a tutto.”
Fece un cenno ai sottoposti, che afferrarono per le ascelle l’uomo seduto e lo solevarono di peso. “Nel nostro mondo perfetto non c’è posto per l’imperfetto.” scandì gelidamente il Funzionario “quindi provvederemo ad eliminare i pazzi che si oppongono a questo Paradiso di cui noi siamo gli angeli. E voialtri cattolici siete i più pazzi di tutti”. Sospirò ancora. “Portatemente un altro.”
Mentre lo facevano uscire, l’uomo si voltò “Ma qualcuno ha ceduto? C’è gente che vi ha dato la sua anima in cambio di ….questo?”
Il Funzionario sogghignò. “Perché credete che saremmo qui, altrimenti?”

inserito il 18-03-2014     -