Indolore

Diceva Madre Teresa di Calcutta: «Il vero amore deve sempre far male. Deve essere doloroso amare qualcuno, doloroso lasciare qualcuno. Potreste dover morire per lui. Quando ci si sposa si rinuncia a ogni cosa per amarsi reciprocamente. La madre che dà la vita a suo figlio soffre molto. Solo allora si ama sinceramente».

La libertà implica sempre una scelta. Ci vogliono far credere che non sia realmente necessario scegliere. Che ogni decisione sia temporanea, possa essere postposta, possa essere cancellata e ripresa da capo. Morbido. Indolore.
Non è vero. Come diceva Madre Teresa, il vero amore deve fare male. Tutto è grazia, tutto ci è stato dato gratuitamente. Ma per capirne il valore, per farlo nostro, c’è bisogno del sacrificio. C’è bisogno del dolore. Devi sacrificare qualcosa, per ottenere. Se non sacrifichi niente non otterrai niente.

Lo dice bene il filosofo Scruton nella sua intervista ad Avvenire:
«Dio si fa conoscere nei nostri atti di carità e quando un essere umano sacrifica se stesso per il bene di un altro oppure senza pensare al proprio guadagno personale». Oggi questo può apparire un pochino fuori moda. «La cultura consumistica è una cultura senza sacrifici», continua il filosofo. Domina «il divertimento riadattato come oggetto dei nostri desideri» e dunque «è inevitabile che le manifestazioni di “timore sacro” siano tra noi una rarità. È certamente questo, e non gli argomenti degli atei, a causare il declino della religione».

Cercano di farci credere che dal dolore come dalla fatica occorre fuggire. Ogni cosa ammorbidita, ogni angolo smussato. Ma se non vale la pena provare dolore per qualcosa, non vale la pena e basta.
Forse avremmo bisogno di essere rimessi alla prova, di smettere di fuggire ciò che ci può dispiacere per scoprire, per riprendere, per riappropriarci della cosa più importante.
Noi stessi.

inserito il 10-07-2013     -