La legge e la luce
Qualcuno potrà anche gioire perchè è finito questo “annus horribilis”. Non io.
Non sono gli anni ad essere orribili, ma gli atti degli uomini. Non è l’arbitrario scattare di un orologio che cambia i cuori.
Una legge può obbligare a fare o non fare, ma nessuna legge umana può obbligarci ad amare.
Una legge può regolare la maniera in cui una famiglia si sfalda, determinare gli obblighi e i legami reciproci, ma non potrà mai dire il motivo profondo per cui quei legami ci sono.
La legge del calendario potrà scandire i nostri giorni ma l’orologio del nostro tempo scorre comunque, e ciò che lo fa scorrere non è legge di uomo. Non siamo noi.
L’ultimo dell’anno si rende grazie a Dio con il canto del Te Deum.
Le piccole cose che sono andate storte, o anche le grandi cose che sono andate storte, non possono cancellare il fatto che l’Universo, noi, esistiamo. Una scintilla oscura di male non cancella la grande luce che pervade ogni cosa. Una luce che non siamo noi a tenere accesa.
La nostra responsabilità è accogliere quella luce, o scegliere di guardare unicamente a quella oscurità. E’ nostro compito accogliere la verità di quella luce. Nessuno può costringerci, perché quella luce ci dona anche la libertà.
Non sono altri a potere vivere al posto nostro, non è una regola anche giusta a poter dire chi siamo. Così piccoli, senza potere, eppure amati.
Salvum fac populum tuum, Domine.
Fiat misericordia tua, Domine, super nos.












