Liberi di esprimerci domani

anteprima

Vegliare in silenzio oggi, per essere liberi di esprimerci domani
sabato 15 febbraio 2014
Mai avrei pensato di dover andare a manifestare in piazza nel mio paese, per difendere la LIBERTA’ di ESPRESSIONE.
Invece è accaduto.
Oggi a Milano in piazza dei Mercanti insieme a tanti altri, in silenzio per dire che non vogliamo perdere la libertà di espressione.
In questo paese che amo, che trovo sia il luogo più bello al mondo dove tornare, dove ogni pietra racconta una storia, dove anche il paese più piccolo e apparentemente insignificante ha un passato, si sta rischiando grosso sulla pelle dei più piccoli. 
C’è qualcuno che con la scusa di difendere gli omosessuali dalle discriminazioni, si è messo in testa di indottrinare il popolo partendo dalla base.
Insegnando alle scuola materne che non esistono maschi e femmine ma etero e gay, a me pare che già il dividere i diritti delle persone tra etero e gay sia la vera discriminazione.
Nessun uomo deve essere discriminato per i sui gusti sessuali, per il suo credo religioso, per il colore della sua pelle, o per il suo stato di salute fisica.
E’ grave deridere un balbuziente quanto una lesbica.
Punto. 
Ma qui la faccenda è più sottile, si prende spunto da questo per arrivare alle scuole, all’educazione dei più piccoli e non per insegnare loro che tutti gli uomini sono uguali, ma che non esistono maschi e femmine, che l’identità sessuale è un sopruso insegnato dalle convenzioni sociali e naturalmente dall’educazione cattolica. .
Per cui VIGILATE gente VIGILATE genitori.
Diceva oggi una mia amica, che si rifiuterà compilare moduli dove la indicheranno come genitore A o B, cancellerà la scritta GENITORE per sostituirla con MADRE.
Non accetterà di essere discriminata di non veder riconosciuto il suo ruolo di MADRE. Essere famiglia, crescere ed educare dei figli, non è discriminante nei confronti di chi sceglie di vivere con una persona dello stesso sesso e non può generare figli.

Però se la nostra storia ci ha portati qui, obbligandoci a dover scendere in piazza per difendere la libertà di espressione, allora io ci sono.
Ci sono, e sono disposta a spiegare sino a quando avrò voce a quanti non lo sanno, cosa sta accadendo attorno a noi, quali danni si stanno perpetrando a danno dei nostri figli.
In questi giorni abbiamo denunciato la distribuzione nelle scuole di tre opuscoli “Educare alla diversità nella scuola” redatti dall’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) .
Ora si scopre che gli opuscoli non avevano l’approvazione del Dipartimento Pari Opportunità da cui l’Unar dipende, e che il Ministero dell’Istruzione non ne sapeva nulla. Bene, il fatto mi pare di una gravità inaudita.
Che dire, che c’è una guerra in atto dove qualcuno cerca di imporre un sistema educativo che non tiene conto né dei bambini ai quali ci si rivolge, né del buonsenso, perché gli opuscoli in questione che apparentemente hanno lo scopo di sconfiggere il bullismo, riportano una serie di affermazioni che hanno lo scopo di “instillare” (parole loro) nei bambini fin dalla tenera età preconcetti contro la famiglia, la genitorialità, la fede religiosa, la differenza tra un padre e una madre, così anziché sconfiggere le discriminazioni si finisce per voler insegnare ai bambini che la libertà consiste nella mancanza di legami, che l’ideale è rispondere solo a noi stessi. Non è così, l’uomo è figlio, e quindi è in relazione e il compito di chi lo cresce è quello di affiancarsi a lui di aiutarlo a sviluppare i suoi talenti sino a staccarsi e andare nel mondo.
Vogliamo la libertà di educare a questa grande libertà.

Cultura Cattolica.it  socio di  SamizdatOnLine

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