L'incontro con il volto di Dio

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Ripetiamo con il Papa il grande annuncio che ha cambiato la storia, e con il Papa ci uniamo nella preghiera universale, perché tutta l’umanità, attraverso la Chiesa cattolica, faccia esperienza dell’incontro con il volto di Dio.

Buon Natale!  SamizdatOnLine
PER NOI DIO NON È UN’IPOTESI DISTANTE,
NON È UNO SCONOSCIUTO CHE SI È RITIRATO DOPO IL “BIG BANG”.
DIO SI È MOSTRATO IN GESU’ CRISTO.
NEL VOLTO DI GESU’ CRISTO VEDIAMO IL VOLTO DI DIO.
NELLE SUE PAROLE SENTIAMO DIO STESSO PARLARE CON NOI.
(Benedetto XV)

In una sua riflessione sul Natale pubblicata la vigilia sul Corriere della Sera, Claudio Magris dice tante cose belle e interessanti. A me, in particolare, ha colpito un passaggio molto delicato: “Quel bambino non è venuto a fondare una nuova religione, di cui non c’era bisogno perché ce n’erano già forse troppe. È venuto a cambiare la vita, cosa ben più importante di ogni Chiesa”.

Vera, verissima la prima parte. Sbagliata, sbagliatissima la seconda.

“Cambiare la vita”. Giusto. Gesù ha cambiato la vita delle persone, anzi, ha cambiato la storia. Ma proprio in quanto qualcuno, aggregandosi, mettendosi insieme come Lui stesso aveva chiesto, ha misteriosamente continuato a renderlo presente. Cosa fa la Chiesa per il Natale (mi chiede un amico)? Semplicemente continua ad esistere. Ed esistendo salva il Natale, quello vero, quello che l’umanità sta irrimediabilmente perdendo.

Cosa fa la Chiesa? Semplicemente annuncia ancora, come fa il Papa, lo “scandalo” cristiano: Dio si è mostrato in Gesù Cristo. Che la Chiesa sia libera di parlare, di professare, di esserci, che questa comunità, questa umanità sui generis continui ad esistere, mantenendo integra una tradizione che risale direttamente fino a coloro che con quel Gesù hanno vissuto, che hanno conosciuto i suoi parenti, sua madre, è questo il grande miracolo e insieme il grande dono.

Gesù cambia la vita non nonostante la Chiesa, ma attraverso la Chiesa. Questo Claudio Magris non l’ha ancora capito.

Occorre rifare l’esperienza dei pastori, cantata nell’inno Adeste fideles: “Velatum sub carne videbimus Deum infantem pannis involutum”. Occorre una realtà di carne che porta in sé, come velata, la realtà divina. Senza questa realtà, l’uomo è lasciato ai suoi sogni, ai suoi desideri, alle sue immaginazioni, ai suoi Babbi Natale e “spiriti natalizi”.

Possiamo dirlo perché di quella storia facciamo parte anche noi, perché anche noi abbiamo incontrato Gesù che salva la vita dentro quell’unità di “due o tre” che Lui stesso ha fondato.

Ripetiamo con il Papa il grande annuncio che ha cambiato la storia, e con il Papa ci uniamo nella preghiera universale, perché tutta l’umanità, attraverso la Chiesa cattolica, faccia esperienza dell’incontro con il volto di Dio.

Auguri!
Gianluca Zappa

La Cittadella  socio di  SamizdatOnLine

 

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