Madri Invisibili

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 Voli speciali stanno portando in Israele decine di neonati, figli di “madri surrogate” nepalesi e commissionati da coppie omosessuali israeliane, evacuandoli dalle zone terremotate. Finora sono arrivati tre bambini, con le rispettive coppie gay che risultano loro genitori “legali”. Se ne aspettano più di venti nelle prossime ore, e il numero potrebbe aumentare di molto: in Israele l’utero in affitto è accessibile solo a coppie eterosessuali, e gli omosessuali che vogliono farlo se ne vanno all’estero. 

Il Nepal è una delle mete preferite (non solo per Israele, e non solo per omosessuali) perché la grande e diffusa povertà della popolazione ha fatto della maternità surrogata una “produzione low cost”: si può avere un figlio con appena seimila dollari, contro qualche decina di migliaia dell’India e più di centomila, ormai, negli Stati Uniti. È emblematico che il caso emerga definitivamente dalla polvere di dolore e morte del sisma che ha scosso il tetto del mondo proprio nel giorno in cui il Papa chiama credenti e persone di buona volontà a «difendere» le donne da sfruttamento, sottovalutazione, mercificazione. 

Seimila miserabili dollari per convincere una donna povera a portare avanti una gravidanza conto terzi e partorire un figlio che dovrà abbandonare appena nato, cedendolo a coppie o single, ricchi a sufficienza per poter pagare una cifra relativamente modesta. Sorpresi dal terremoto, coppie omosessuali e single israeliani che erano in Nepal per prelevare i neonati commissionati se ne stanno tornando in patria con i bambini già nati e, in alcuni casi – almeno quattro – con le madri surrogate che li portano ancora in grembo, in attesa di partorire.
Se ci fossero ancora dubbi sull’umiliante mercato dell’utero in affitto e sull’ignobile sfruttamento delle donne coinvolte, queste brevi cronache sono in grado di fugarli tutti: non sappiamo niente delle madri surrogate di quei piccoli. Non un nome, una storia, un racconto. Gli articoli sinora pubblicati in giro per il mondo non le nominano, le coppie omosessuali appena sbarcate dagli aerei non ne parlano, quelle coppie che pure dovrebbero sapere chi sono quelle giovani donne, visto che ne hanno commissionato e pagato le gravidanze, e che hanno ottenuto l’oggetto del contratto, il tanto atteso “bimbo in braccio”.

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Stranocristiano socio di Samizdatonline


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