Nessun diritto alla vita

Il testo che va oggi al voto al Parlamento europeo di Strasburgo è la
risoluzione su «Diritti e salute sessuale e riproduttiva».
Il documento – che ha significato politico e culturale ma non è dotato di alcun valore giuridico, e dunque non è cogente per gli Stati – parte dal rifiuto di qualsiasi
discriminazione tra sessi e ribadisce il diritto alla salute per tutti.
Il testo, preparato dalla socialista portoghese Edite Estrela, chiede però agli
Stati membri di «permettere anche alle donne non sposate e lesbiche di
beneficiare di trattamenti di fertilità e servizi di procreazione assistita». E
raccomanda che l’educazione sessuale aiuti gli adolescenti anche a «trovare il
proprio orientamento e l’identità sessuali».
Soprattutto, la bozza di risoluzione chiede agli Stati di rimuovere ogni ostacolo all’aborto, ivi compresa, ad esempio, l’obiezione di coscienza (il rapporto allegato alla
risoluzione precisa che in Italia, Slovacchia, Ungheria, Romania, Polonia e
Irlanda il 70% dei ginecologi e il 40% degli anestesisti invocano questo diritto
in caso di aborto).
Secondo il testo, «gli Stati membri dovrebbero regolamentare e sorvegliare il ricorso all’obiezione di coscienza nelle professioni chiave». In sede di Commissione europarlamentare per i diritti delle donne e l’eguaglianza di genere il testo era passato a larga maggioranza, il 18 settembre, con 17 sì, 7 no e 7 astenuti. Peraltro, tra i presenti al voto in quella sede non figuravano italiani, né il membro titolare Barbara Matera
(Pdl) né alcuno dei tre membri sostituti (Roberta Angelilli e Licia Ronzulli del
Pdl e Silvia Costa del Pd). Numeri alla mano, gli addetti ai lavori ritengono
molto probabile l’approvazione oggi in aula. (G.M.D.R.)
Veramente terribile: leggi tutto QUI  e  QUI e QUI

 

inserito il 22-10-2013     -