Non tutti sono «indifferenti»

anteprima

Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia» [William Shakespeare, da “Amleto”]
Raccontare la vita, ed accorgersi della realtà. Non sono giornalista – anche se curo con amici il sito CulturaCattolica.it – ma come sacerdote e come insegnante (ora in pensione) ho sempre desiderato fare conoscere ciò che rende bella la vita, e ho cercato di reagire contro l’indifferenza e la menzogna. Mio padre mi ha insegnato ad essere responsabile, di tutto. Non ha mai alzato le spalle di fronte a ciò che accadeva. E mi ha insegnato a stimare anche coloro che la pensavano diversamente da me.
Così il sito è diventato, nel tempo, luogo di racconti di vita, di educazione, di testimonianza (e spesso questi sono diventati incontri reali, per cui le persone di cui si parla, oltre che gli straordinari collaboratori, hanno un volto noto e amato). Contemporaneamente, CulturaCattolica.it è stato ed è luogo di denuncia di tutto ciò che va contro l’uomo e la sua dignità. In questo non abbiamo mai pensato che fosse inutile mobilitarci.

Così offriamo il nostro servizio giuridico ai tanti docenti di religione che si trovano in difficoltà; abbiamo denunciato la perdita di identità dell’Università Cattolica quando ha imposto un «Codice etico» distante dalla tradizione cattolica; abbiamo indicato come «Uomo dell’anno 2011» il martire Shahbaz Bhatti (disgustati dalla scelta di Famiglia Cristiana, che ha proposto il Presidente Napolitano, dimenticando la posizione assunta di fronte al “caso Eluana”); non ci siamo arresi alla “logica dei piccoli passi” che vorrebbe fare rientrare persino l’incesto come pratica accettata, e così via… Chi ci segue con fedeltà, sa che la testimonianza del bene e la denuncia del male ci caratterizzano come sito, ma soprattutto come persone.
Così, appena abbiamo saputo del tentativo di bruciare viva Rimsha Masih, la bambina pakistana, affetta da sindrome di Down, in nome di una assurda e inconsistente accusa, abbiamo subito (il 24 agosto) promosso una raccolta di firme di sostegno a lei, e di denuncia dell’azione mostruosa e ingiusta.
Le risposte sono state tante, e gli interlocutori hanno manifestato un grande impegno. Sono persone di ogni condizione: dagli studenti, ai professori, ai parlamentari… Tutti hanno sottoscritto lasciando nome, cognome e indirizzo mail. Potremmo dire che, nella convinzione che questa storia non riguarda solo il Pakistan, ma provoca tutti, si sono mobilitati non con dei discorsi, ma concretamente: “mettendoci la faccia”.

Non ci sentiamo perciò rappresentati da chi parla di “semi indifferenza occidentale”. 
Ho sempre pensato che funzione della autorità fosse (oltre a cor–reggere, cioè sostenere superando gli errori), valorizzare tutto ciò che lo Spirito rende presente, ovunque si trovi, ancorché non generato direttamente da lei. Allo stesso tempo, ritengo che chi ha un compito comunicativo, nello svolgimento del proprio lavoro è bene che aiuti a mostrare ciò che può dare speranza agli uomini.

Lo «sfascismo» e il continuo lamento per ciò che non c’è, senza riconoscere e valorizzare ciò che esiste di buono, non porta a indicare una prospettiva umana che sia valida per tutti! Vorrei avere sempre presente la lezione di Don Giussani sul cane morto e i suoi denti bianchi: «Un pomeriggio Gesù con i discepoli camminava per una delle tante assolate strade della Palestina: a un certo punto i discepoli lo invitano a scansarsi perché c’è una carogna di cane circondata dalle mosche e puzzolente. Gesù invece si avvicina e dice. “Però! che denti bianchi!”. Perché Gesù, che sapeva che tutto è buono quello che ha fatto il Padre Suo, vede la positività della realtà… anche se sono solo i denti bianchi di una carogna puzzolente».

don Gabriele Mangiarotti, Cultura Cattolica.it  socio di  SamizdatOnLine
 

 


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