Ogni giorno è il Family day

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www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20030731_homosexual-unions_it.htmlIl male vince sempre grazie agli uomini dabbene che trae in inganno; e in ogni età si è avuta un'alleanza disastrosa tra abnorme ingenuità e abnorme peccato. 
La cosa più saggia del mondo è gridare prima del danno. Gridare dopo che il danno è avvenuto non serve a nulla, specie se il danno è una ferita mortale. (da Eugenetica e altri malanni)
Si va a Roma. Si è andati a Roma, se leggerete queste parole dopo il 30 gennaio 2016. Si va a Roma per due ragioni, che sono quelle che le due citazioni di Chesterton che aprono questo post dicono con tanta chiarezza e acume.
Si va a Roma perché ci sono tanti uomini per bene, tanti ragazzini imbottiti di youtube e slogan fessi, tante tante persone che non hanno mai riflettuto seriamente su chi sono veramente, e cosa vogliono. Non hanno mai pensato cosa voglia dire crescere senza padre o senza madre, o se sia davvero una condizione così desiderabile. Non hanno mai capito davvero cosa sia il matrimonio, che no, non è due che stanno insieme dato che si vogliono tanto tanto bene, un contratto, una formalità. Tanta gente - ma poi così tanta? - che chiede una legge che in fondo vuole solo tre cose: la reversibilità della pensione per gli omosessuali, la possibilità di andarsi a ordinare e acquistare un figlio, la distruzione del concetto stesso di matrimonio. Perché tutto il resto, tutti i diritti individuali, in una maniera o l'altra già ci sono. Leggi e sentenze alla mano.

Allora andare a Roma tutti quanti può essere un modo per farli pensare. Un poco. Alcuni. Perché la stragrande maggioranza se ne frega di questa legge, omosessuali compresi. Se davvero gli omosessuali tutti volessero questa legge allora l'imbarazzante manifestazione svegliaitalia a favore della Cirinà non sarebbe andata quasi deserta. Altro che un milione, come gente senza misura né pudore ha sostenuto esserci.
Andare a Roma può essere un modo per risvegliare anche certi politici che là abitano o vorrebbero abitare. Per ricordare loro che essere banderuola può servire durante le legislature, ma difficilmente quando è ora del voto. Quando in genere si sceglie di votare gente che sa cosa vuole e fa quel che dice di volere. E quel che vuole è ciò che vogliono pure gli elettori.
A questo potrà servire il family day. Per quanto ci saranno tentativi usando ogni trucco e menzogna di minimizzare quanto succederà al Circo Massimo, dopo ci sarà sicuramente un'ingenuità meno abnorme. Il peccato, quello rimane. Finché non è chiesto perdono.
E il grido lo si deve lanciare adesso. Non dopo, quando diventa pianto e rimpianto.

Ma c'è una terza ragione per andare.
Non basta opporsi. Non basta reagire. Se no combattiamo sempre una battaglia di retroguardia, sempre in ritirata, sempre in fuga. Quando siamo noi ad avere la bellezza, il senso, la gioia. Quando invece potremmo sbaragliare i fantasmi e le nebbie della menzogna in ogni momento.
Non dobbiamo aspettare Roma. Roma non c'è ogni giorno. Ma ogni giorno può essere un family day, se lo diciamo, se lo annunciamo, se facciamo vedere che la realtà vera siamo noi. Noi, da sempre, dai millenni che sono stati a quelli che verranno.
C'è chi ha perso la speranza, chi dà per scontata una sconfitta. Saremo sconfitti solo se smetteremo di combattere, e combattere nel nostro caso vuol dire semplicemente far vedere che il vero c'è, la bellezza c'è, la realtà c'è. Dirlo. Non avere paura di chi mente, perché sono loro ad essere già sconfitti, dentro. Morti senza saperlo.

E' tempo di alzare la testa, e dire che ogni giorno è un giorno della famiglia, perché la famiglia è quella che c'è ogni giorno, da che giorno è giorno e il sole sorge e tramonta sull'uomo e su questa terra.

Berlicche  socio di  SamizdatOnLine

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