Quello che voglio

Quando eravamo da poco fidanzati mi lasciai scappare, con mia moglie, una frase che non avrei mai dovuto pronunciare e di cui, in seguito, mi sarei più volte pentito.

La frase suonava pressapoco così:
“Posso mangiare quello che voglio, tanto non ingrasso”.

Bene, diciamolo subito: allora era abbastanza vera. La natura mi ha dotato di un metabolismo accellerato. Bruciavo in fretta il cibo – nonostante divorassi di tutto, bisogna dirlo. D’altra parte ero sempre in movimento. Una pelle e capelli molto grassi eliminavano il resto.
Ma il nostro fisico non rimane sempre quello della gioventù. Ai trent’anni fece “clic”, e quello che smaltivo cominciò invece ad accumularsi.
Quando le manigliette dell’amore non solo cominciarono ad aumentare ma si trasformarono in maniglioni antipanico capii che dovevo correre ai ripari.

Da allora mi controllo con il cibo, e sono ritornato ad oscillare in quella zona grigia tra lieve sovrappeso e peso forma. Mia moglie però ancora non mi ha perdonato quell’improvvida vanteria.
E così mi fa trovare tavolete di cioccolata, mi compra barattoli giganti di Nutella, mi chiede con aria sorniona se desidero uno zabaione caldo. Tutto mentre sto ancora tentando, con fatica, di rientrare dalla botta calorica delle festività natalizie.

Questa lunga premessa mi è servita per potere enunciare due princìpi generali, due norme di vita che ho scoperto per via sperimentale da questa faccenda.

Il primo è che tenersi lontano dalle tentazioni è il modo migliore per evitare di caderci. Ho una bella voglia a fare esercizio e tentare di trattenermi nelle cene se poi c’è un barattolo di dolce crema aperto e una pagnotta di pane croccante da abbinarvi. La volontà umana, e la mia in particolare, anche se sa cos’è bene se ne infischia.
Il secondo è di non provocare una donna vendicativa.

inserito il 04-02-2012     -