Tempo e parole

Probabilmente non ho più la pazienza di una volta.
Un tempo non mi interessavano le parole vuote. Oggi non solo non mi interessano, ma neanche più le sopporto. Sarà un effetto del tempo che si fa breve sempre di più, o della nausea che mi fa vederlo buttato via.

Oggi un collega diceva (parafraso) “Che cos’è la vita? Mangiare, dormire, f…non c’è nient’altro”. Più passa il tempo più frasi del genere non riesco a reggerle.
Il tipo di vita che descrivono lo lascio volentieri a chi ha solo queste aspirazioni. Anche se non è vero, anche se mentre le pronunci sai che non è vero il solo fatto di dirle ruba un po’ di brillantezza dall’esistenza. Ruba un po’ di spazio all’esistenza.

E’ come una politica che assomiglia al tifo sportivo: perso di vista lo scopo, si acclamano campioni strapagati e si passano le giornate a commentare gli allenamenti. Più passa il tempo più mi accorgo che il vuoto si riempie solo con un fare operoso e buono, non con le parole di uomini che più di ogni altra cosa bramano il potere.

Parole…se per ricordarne una giusta devi dimenticarne dieci, se per dire una sola verità devi pronunciare dieci bugie, allora no, è ora di riafferrare il gomitolo del tempo. Non c’è parola detta che non porti su di sé tutto il peso dell’universo.
Non è più l’ora delle parole vuote, e non lo è mai stata. Attenti a ogni cosa che dite, c’è il destino in essa.
E qui chiudo questo breve sfogo, prima di esaurire tempo e parole.

inserito il 01-11-2012     -