Zitti zitti ..

anteprima

Quante volte ci è capitato. Sull’autobus, nelle sale d’aspetto, alla macchinetta del caffè. Con sconosciuti in un negozio o magari a tavola con chi conosciamo bene.

Quante volte abbiamo sentito l’osservazione cinica, bestialmente indifferente, cattiva e profondamente ingiusta. Quante volte abbiamo sentito insultare e fare a pezzi con le parole ciò che ci sta a cuore, ripetendo magari giudizi e menzogne letti sui giornali, uditi da chi fa della falsità un mestiere.

E siamo stati zitti.

Zitti. Immobili. Nei casi peggiori con un sorrisetto, oppure scuotendo lievemente la testa, ma attenti a non farci vedere. Cauti nel lasciare nel dubbio cosa pensiamo veramente. Se pure lo pensiamo, se pure dentro a noi ancora c’è speranza.
Quante volte la convenienza ci ha fatti tacere, l’opportunismo ci ha chiuso le labbra?
Salvo poi lamentarci del clima populista, del diffondersi della cattiveria e del sospetto, del malaffare e dell’inganno; del fatto che il vero e il buono sono in minoranza.

Toccava a noi difenderli, e non eravamo disponibili a parlare.

Berlicche  socio di  SamizdatOnLine

Articoli correlati:
Normale burocrazia - De libero arbitrio


Tu sei libero di riprodurre, distribuire, esporre in pubblico questo editoriale alle seguenti condizioni:
LICENZA D'USO