Editoriali

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Il bravo Nerone, che voleva, per cosi dire, impalmarsi il suo “preferito”, aveva una difficoltà: a Roma non era permesso sposarsi tra maschi. Lui aggirò la difficoltà: dichiarò di essere una femmina, e il problema fu risolto. Successivamente, con una simpatia successiva, la parte del marito toccò a lui…   -   Leggi tutto

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"Lo stato di parte dell’unione civile è titolo equiparato a quello di membro di una famiglia ai sensi e per gli effetti della legge 24 dicembre 1954, n. 1228".
E' l'articolo 11 del disegno di legge Cirinnà
Basterebbe questo articolo per scendere in piazza il 20 giugno.
"Difendiamo i nostri figli". Una manifestazione pacifica, senza contrapposizioni e senza paura di svelare l'inganno.
D'altra parte, sia ben chiaro, non siamo noi quelli "contro"!    -   Leggi tutto

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Il referendum irlandese, il clima di pesante persecuzione intorno a quelli che avrebbero votato "no", la violenza nelle nostre piazze contro le sentinelle in piedi, hanno qualcosa da insegnarci con urgenza: ci dicono la vera natura dell'impero in cui viviamo.
Apriamo gli occhi: la scelta irlandese è, prima di tutto, una scelta liberticida. D'ora in poi in Irlanda il cristiano o il mussulmano che diranno pubblicamente, secondo il catechismo, che Dio ci ha fatto uomini e donne rischieranno la galera per omofobia. 
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 Voli speciali stanno portando in Israele decine di neonati, figli di “madri surrogate” nepalesi e commissionati da coppie omosessuali israeliane, evacuandoli dalle zone terremotate. Finora sono arrivati tre bambini, con le rispettive coppie gay che risultano loro genitori “legali”. Se ne aspettano più di venti nelle prossime ore, e il numero potrebbe aumentare di molto: in Israele l’utero in affitto è accessibile solo a coppie eterosessuali, e gli omosessuali che vogliono farlo se ne vanno all’estero.    -   Leggi tutto

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E’ difficile dire qualcosa che non sia retorica, mentre si cerca di capire almeno quanti siano effettivamente i morti dell’ultimo naufragio davanti a casa nostra, nel canale di Sicilia. Le ultime notizie dicono quasi mille ma, paradossalmente, non è questo il punto.
Sappiamo che ce ne sono dieci, cento, mille volte tanti pronti a partire, ammassati in posti disumani che dovrebbero essere campi profughi, soprattutto nelle coste libiche.
E’ questa la grande emergenza del nostro paese, prima ancora della crisi economica, delle elezioni regionali e di tutto il resto. E non riguarda, non può riguardare solo i ministri competenti. Non può non riguardare ciascuno di noi, così come non possiamo sempre girare la testa dall’altra parte di fronte ai massacri dei cristiani da parte dell’Isis.
Le istituzioni europee, inerti fino a oggi, forse qualcosa faranno. Chissà. L’Italia sta facendo già tanto, generosamente.
Ma il naufragio di oggi mostra che il problema – l’ha ripetuto più volte Renzi, oggi, in conferenza stampa – non sono i soccorsi, paradossalmente. Il barcone è affondato davanti alla nave che lo stava per soccorrere.
Il problema è che i barconi pieni di gente partono, in continuazione, e non sono i naufragi a farli fermare. Chi parte sa che rischia la vita, ma non ha niente da perdere, perché la vita la sta rischiando già a casa sua. Il problema si può risolvere solo non facendoli partire.   -   Leggi tutto

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A 100 anni dal «martirio» armeno, Papa Francesco, citando Giovanni Paolo II, ci ha ricordato che  «La nostra umanità ha vissuto nel secolo scorso tre grandi tragedie inaudite: la prima, quella che generalmente viene considerata come il primo genocidio del XX secolo ; essa ha colpito il vostro popolo armeno - prima nazione cristiana.
La Turchia continua a negare e reagisce duramente alle parole del Papa,
La logica della formica (di Berlicche, Socio si Samizdatonline)
Quand'ero piccolo passavo ore a guardare le formiche ...   -   Leggi tutto

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Strano fenomeno: i morti di Charlie Hebdo hanno mosso il mondo, mentre i morti della Nigeria e del Kenia non hanno mosso nessuno se non il Papa. Se ne accorgono anche persone insospettabili, come Lucia Annunziata, direttore dell'Huffington Post.   -   Leggi tutto

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Sulla scena del Calvario, dipinta da Duccio da Boninsegna, stanno due gruppi umani: quelli che ascoltano Gesù, sono fermi e sereni e guardano a Cristo; e quelli che invece si agitano, gridano e sono essi stessi divisi. Quelli che hanno le ragioni, quelli che hanno solo delle reazioni. Proprio come oggi.
di Gloria Riva   -   Leggi tutto

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Il nome dello sconosciuto
Attraversiamo un periodo storico in cui l’evidenza del male, la sua opera innegabile ci balza addosso dalle notizie in ogni momento dalla giornata. Eppure sembra esserci l’incapacità assoluta di chiamarlo con il suo nome.
Diventa integralismo, assolutismo, follia omicida o suicida; quando non viene chiamato diritto. La lingua si inceppa, se si tenta di dire cos’è davvero.
Forse perché se si ammette che il male possa sul serio esistere, allora bisogna anche dire che c’è un bene. Forse perché è proprio Lui, il nome di quel bene, che è vietato dire, è vietato considerare. Atto di accusa contro noi stessi, che l’abbiamo voluto cancellare da questo vacuo presente, da dove però non è mai andato via. Come uno straniero. Come un esule nella sua stessa patria. Come uno sconosciuto dal viso familiare.
Il male che non si vuole o non si riesce a nominare ha già vinto nel cuore. Non si può fermare ciò che si sceglie di ignorare. Riusciremo a salvarci solo se oseremo affermare che esiste; se riusciremo a dire quello che davvero è.
Solo se riconosceremo quello sconosciuto potremo essere perdonati.
Berlicche  socio di  SamizdatOnLine   -   Leggi tutto

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Dopo anni di mezze verità e di disinformazione sulla situazione siriana, finalmente qualcuno comincia a mettere in fila i fatti, a raccogliere testimonianze di prima mano, a informare la gente e a fare pressione sui nostri politici. E' il caso del "Coordinamento Nazionale per la Pace in Siria". 
Il 29 marzo 2015, con una lettera aperta al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni, il Coordinamento denuncia l'inizio del piano triennale di addestramento militare USA di 15.000 "ribelli moderati"  in Turchia, sancendo così l'inizio di un nuovo triennio di guerra mentre l'incaricato ONU cerca di avviare inutili negoziati di pace. Ancora armi ed addestramento a guerrieri pronti a passare nelle fila dei fondamentalisti, come se l'Afganistan, la Libia, e tutte le "primavere arabe" non avessero insegnato nulla.
E' tutta da leggere la lettera del Coordinamento per la Pace in Siria, per non cadere nella trappola degli slogan e per dare credito alla voce dei nostri fratelli cristiani che oggi soffrono la guerra e domani la persecuzione.
La leggiamo avendo negli occhi Myriam, motivo di speranza e di fede sopra tutti i giochi sporchi di un occidente senza Dio.
SamizdatOnLine   -   Leggi tutto

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La sua testimonianza è commovente. E’ di una bellezza immensa. E’ ciò che accade quando la fede diventa mentalità.
E’ ciò che accade quando la fede diventa cultura, cioè uno sguardo semplice sulle cose che si trasforma in una melodia e viene cantata dal popolo, e si ritrova nelle feste. Quando la fede diventa una cosa così semplice i nomi delle persone e dei fatti sono occasione per noi.   -   Leggi tutto

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,,, In verità non sentiamo proprio il bisogno di un giornalismo siffatto. In questa società dell’«Uomo a una dimensione» preferiamo chi ci dà gli strumenti per avere una posizione personale. I cibi precotti e premasticati, quando non predigeriti, non sono affatto di nostro gusto.
Per questo guardo con sospetto la notizia di poco tempo fa in cui ci si informava dell’«Accordo di collaborazione tra sette testate europee» al fine di creare un’opinione pubblica europea.   -   Leggi tutto

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In un tempo di rassegnata decadenza serpeggia la paura nascosta dall'indifferenza. In un tempo così caotico e corrotto in cui da un giorno all'altro ci può succedere di tutto. In un tempo esasperato e incongruente con tanta, tanta informazione che alla fine uno non sa niente". (G. Gaber, Io Come Persona)
SIRIA: 4 ANNI DOPO LA ‘ PRIMAVERA’… RIFLESSIONE DI UN VESCOVO
Il tempo scorre inesorabilmente, noi non ce ne rendiamo conto, purtroppoIl 15 marzo, la triste “primavera siriana” compie quattro anni. Si dovrebbero tirare delle somme ma, avendola definita “triste”, si potrebbe pensare che abbia già detto tutto. Niente affatto vero! Perché, in realtà, il povero popolo siriano continua a soffrire ed a morire tanto che ormai tutto ciò che sta succedendo in quel paese non ci interessa più di tanto.   -   Leggi tutto

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Il 10 marzo il Senato ha ratificato, con alcuni stralci, la Convenzione dell’Aja del 19 ottobre 1996 per la protezione dei minori stranieri.
La Convenzione fa riferimento anche all’istituto giuridico della “Kafala”, secondo la quale un bambino rimasto orfano di padre e di madre è islamico per natura e può essere dato in affido unicamente se la coppia affidataria è islamica o si converte all’Islam.   -   Leggi tutto

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Lo scorso gennaio il Ministro della Giustizia ha fatto decadere una sperimentazione in corso in 10 carceri italiane. Vari detenuti lavoravano all'interno delle cooperative che allestivano i pasti per i carcerati, usando bene il tempo e non restando oziosi e imparando un mestiere che sarebbe risultato utile una volta usciti. La vicenda della cooperativa Giotto nel carcere di Padova è significativa ed emblematica.
Sostieni la Petizione online, firmando qui
Minimo  socio di  SamizdatOnLine
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L’ultima preghiera dei copti uccisi dall’IS
I copti trucidati dai jihadisti dello Stato Islamico in Libia sono morti pronunciando il nome di Cristo. Lo conferma all'Agenzia Fides Anba Antonios Aziz Mina, Vescovo copto cattolico di Giuzeh. “Il video che ritrae la loro esecuzione  è stato costruito come un'agghiacciante messinscena cinematografica, con l'intento di spargere terrore. Eppure, in quel prodotto diabolico della finzione e dell'orrore sanguinario, si vede che alcuni dei martiri, nel momento della loro barbara esecuzione, ripetono "Signore Gesù Cristo". 
Il nome di Gesù è stata l'ultima parola affiorata sulle loro labbra. Come nella passione dei primi martiri, si sono affidati a Colui che poco dopo li avrebbe accolti. E così hanno celebrato la loro vittoria, la vittoria che nessun carnefice potrà loro togliere. Quel nome sussurrato nell'ultimo istante è stato come il sigillo del loro martirio”. 
Intanto, in Egitto, il governo ha proclamato sette giorni di lutto nazionale per i martiri della Libia, mentre in diverse diocesi, tra digiuni e veglie di preghiera, fedeli e Vescovi avanzano la proposta di dedicare a loro nuove chiese.    -   Leggi tutto

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Terrorismo o sharia?
I recenti fatti di cronaca ci costringono ad aprire gli occhi. Gli attacchi alla stampa non sembrano semplici attentati terroristici ma esecuzioni vere e proprie.
Cosa abbiamo noi da opporre a tanta violenza?
“.. noi cristiani crediamo ancora nella capacità della fede che abbiamo ricevuto di esercitare una attrattiva?” SamizdatOnLine

Carron e le stragi di Parigi
13 Febbraio 2015
Oggi su Il Corriere della Sera leggiamo una riflessione di Carròn sulle stragi francesi di un mese fa.
Un giudizio interessante, il suo, maturato in questo periodo di silenzio, un silenzio che quindi non voleva evitare un “giudizio a priori” (come se un suo giudizio pubblico impedisse una posizione personale di ciascuno di noi, ci trattenesse dal dire “io”, come scrive invece un lettore di Chioggia su Tracce di febbraio), ma anzi, forse anche dovuto a quello che giustamente Carròn descrive come “un contraccolpo di smarrimento o paura”, che “nessuno ha potuto evitare”, dopo le stragi francesi, e anche dopo i fatti tremendi che stanno ancora succedendo (è di oggi la notizia della conquista di Sirte, in Libia, da parte dell’Isis: sono arrivati letteralmente davanti casa nostra).       -   Leggi tutto

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Gente normale, per lo più non ricca, gente a cui dunque questo viaggio è costato sacrifici. Uomini e donne con famiglie, spesso numerose, che si sono organizzati con amici e parenti perché tenessero i bambini, a volte vagonate di bambini. Amici che sono partiti da tutta Italia, hanno preso giorni di ferie, hanno preso pullman e treni e macchine, sono arrivati da Caltanissetta e Vicenza, da Verona e Torino, da Forlì da Parma da Firenze da Roma da Teramo da Cagliari e mi fermo perché con le lacrime negli occhi non riesco a scrivere.   -   Leggi tutto

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Tutti quanti, adesso, a dire, “Je suis Charlie Hebdo“.
Eppure quanti di questi che scendono in piazza, che si indignano, quanti sanno il numero di morti che ci sono stati in Siria negli ultimi mesi? Quanti in Nigeria? Quanti in Iraq?
Non erano fumettisti. Non facevano satira. La loro sola disgrazia era quella di essere.
Essere cristiani. O yazidi. O musulmani, di una sfumatura diversa da quella dei loro assassini.
Quanti morti, dicevamo? Mille x Hebdo? Duemila?
E gli ostaggi presi in queste ore, i passanti trucidati, che hanno a che fare con vignette blasfeme?
Forse è urgente ripensare un attimo a tutta la vicenda, togliendo di mezzo l’ingombrante prima impressione. Non è l’insulto disegnato a Maometto o a qualche leader barbuto la causa del massacro dell’altro giorno. Quello è solamente ciò che ha determinato la scelta del bersaglio.   -   Leggi tutto

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Che cosa ci impedirà di bestemmiare?
Scrivo sconvolto dall’orrore della notizia di oggi: alcuni redattori del giornale satirico «Charlie Hébdo» sono stati assassinati da un commando terrorista islamico. Avevano «offeso» l’Islam, e Maometto. Come altre volte avevano offeso la fede cattolica, pubblicando vignette blasfeme sulla Santa Trinità. Ora lo sdegno è corale, e moltissimi si rendono conto della gravità della situazione.
Affido, personalmente, alla misericordia di Dio questi uomini. Ma mi chiedo con dolore se ci rendiamo conto dove stiamo andando.
Fino a quando terremo gli occhi chiusi, accetteremo imbelli che ciò che di più prezioso ha l’uomo, la sua fede, venga irriso impunemente? O dovremo aspettare che chi non ha la nostra cura per la libertà faccia, a modo suo, giustizia? Così che non un codice di autoregolamentazione e rispetto abbiano a suggerirci il rispetto delle convinzioni altrui, ma la minaccia, la violenza e l’assassinio. Non è eroismo dissacrare le convinzioni degli uomini! Non è eroismo pubblicare vignette blasfeme! Non è eroismo deridere e pubblicare immagini che violano la coscienza profonda degli uomini!
Così qui in occidente assistiamo alla gaia derisione dei valori più sacri, vediamo distruggere la coscienza dei piccoli, ospitiamo convinti di fare esercizio di cultura chi mina la sacralità della vita e della famiglia, esibendo l’immoralità come conquista di libertà.
 
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