Cercando la bellezza tra i tasti di un pianoforte

Per molti resterà l’immagine "definitiva", quella di un piccolo uomo che, al Congresso Eucaristico di Bologna del settembre 1997, si alza dal pianoforte per rivolgersi a Papa Wojtyla, dopo aver incantato lui e tutti i presenti con la propria arte pianistica.
Michel Petrucciani, di cui ricorre il decennale della prematura scomparsa, era "piccolo" soltanto di statura, in tutto il resto era un gigante, tanto da creare ottima musica padroneggiando la rara malattia - osteogenensis imperfecta, o "malattia delle ossa di vetro" - che ne bloccò la crescita, ma da cui non si fece mai dominare, lasciandola purtroppo in eredità a uno dei suoi figli.
 
MICHEL PETRUCCIANI - LITTLE PIECE IN C FOR YOU

Michel Petrucciani, nato a Orange il 28 dicembre 1962, è un figlio di quella emigrazione italiana in Francia che seppe conquistarsi un posto nella cultura e nel cuore di una nazione (pensiamo a Yves Montand, a Michel Platini, per far solo due nomi): il padre Antoine, detto Tony, di origine siciliana, era un chitarrista jazz con una ricca collezione discografica, mentre il fratello si dedicò al jazz come bassista.
Nel 1966, ad appena quattro anni, Michel ha il suo primo contatto col jazz di gran classe: in quell’anno Duke Ellington è in Europa per concerti insieme a Ella Fitzgerald, e trova il tempo anche per alcune apparizioni televisive, come in Italia quando Duke e Ella eseguirono in duo I’m Just A Lucky So-and-So nel programma televisivo "Aria Condizionata", presentati nientedimeno che da Vittorio Gassman ... IlSussidiario.net

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