Emmanuele
Padre Aldo ha accompagnato Emmanuele, uno dei seicento suoi figli morti, alla soglia del Paradiso. Ecco la mail di oggi:
Cari amici,
Oggi abbiamo accompagnate al cimitero Emmanuele (che belle questo nome!) Per il mondo era un barbone, per noi che da 9 mesi l'abbiamo avuto nella clinica era il "Dio con noi". Alcune settimane di coscienza in cui ha scoperto la sorpresa di essere proprio "Dio con noi". Da lì, grazie a tutti i sacramenti coinvolgono la sua vita, è un altro. Poi per 8 mesi perde la coscienza e ieri la morte. Durante gli 8 mesi, l'unica cosa che ho fatto è inginocchiarmi 3 volte al giorno benedicendolo con l'ostensorio e baciandolo ogni mattina. Tutto qui per 8 mesi: lui non rispondeva apparentemente e cosi è morto. Prima di chiuderlo nella bara l'ho baciato per l'ultima volta. Era freddo... ma che gioia: da lui ho imparato ogni giorno di più cosa vuol dire "io sono Tu che mi fai". Ho impara lo stupore cosi come ci ricorda il Gius nel cap. X del "Senso Religioso". Lo guardavo lì muto, nel letto e pensavo "anche i capelli del vostro capo sono contati e allora il suo silenzio era più forte di ogni parola. Quando l’abbiamo messo nella fossa profonda (ogni panteon raccoglie 10 cadaveri sotto terra e 10 in loculi sopra) e ho tirato sopra la bara la santa palata di terra, mi sono commosso: se non potessi dire “io sono Tu che mi fai” che senso avrebbe tutti questo? E ho pensato al Genesi, lì dove Dio dalla terra fa l’uomo; ma da quel giorno l’uomo non è più terra, io sono, tu sei relazione con l’infinito. “Riposa in pace Emmanuele” e con il cuore contento sono tornato dai miei ammalati che aspettano il loro turno... in mia compagnia perché poi toccherà anche a me ... e loro (sono più di 600 i miei figli morti qui) mi aspetteranno sulla porta del paradiso per portarmi da Gesú. E' proprio bella la vita!
Ciao
P. Aldo
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