Spread o democrazia?
Non occorre essere grandi esperti di partiti politici o di economia per essere un po’ disorientati dal subitaneo cambiamento di rotta che si è verificato in Italia.
Ci spieghiamo meglio: un governo si è dimesso per consentire l’approvazione di provvedimenti urgenti che ci salvassero dalla speculazione internazionale tenendo conto delle richieste dell’Europa. Ora scopriamo che tutta quell’urgenza non c’è proprio, visto che il primo provvedimento preso dai ministri è il sanamento delle spese per Roma Capitale. Ma l’economia italiana, i licenziamenti, i problemi del lavoro, dei giovani, delle famiglie, dell’educazione non erano prioritari? Ce li siamo forse sognati?
Non ci basta che un premier dica semplicemente “si prenderanno provvedimenti urgenti al più presto” quando poi, al primo Consiglio dei Ministri, si decide qualcosa che la maggioranza non si è mai preoccupata di considerare urgente o con prioritario.
Per quanto ne sappiamo, la maggioranza degli italiani si è espressa e ha votato anche un programma di governo ben preciso. Programma che l’attuale governo non ha e non può avere, essendosi materializzato dal nulla in forza di una emergenza economica che solo in minima parte ha origine in Italia.
Quindi cosa centra, tutto ciò, con un tema come la cittadinanza ai nati in Italia?
L’avere tirato fuori un argomento del genere in un momento come questo pone qualche interrogativo su quanto il nostro presidente della Repubblica– sempre osannato come super partes – intendesse veramente fare, poiché questo é evidentemente un argomento che non unisce ma divide come pochi.
Prima: alcuni ministri nominati nel nuovo governo, con impostazioni chiaramente e diametralmente opposte rispetto ai loro predecessori votati dal popolo italiano.
Poi, il disinvolto passaggio dal tecnico a temi che tanto tecnici non sono, volutamente estratti dal cilindro per provocare reazione.
Ci si domanda se non ci sia dietro un progetto politico per riplasmare alleanze e polarismi vari. A vantaggio di chi? Degli italiani?
Dobbiamo forse attenderci la prosecuzione della democrazia con altri mezzi? Decisi da chi?
Redazione di SamizdatOnLine
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