L'economia dell'aborto
Una delle più grandi obiezioni mosse al mondo cattolico riguardano l'economia. In particolare si critica il sistema dell'otto per mille, sottolineando soprattutto che le quote di chi non esprime una preferenza sono versate all'ente che ha ricevuto maggiori preferenze. In questo caso la Chiesa Cattolica.
Ricordando che il sistema dell'otto per mille funziona esattamente come una votazione democratica proporzionale - ovvero l'espressione di una preferenza equivale ad un voto e la maggioranza vince sugli astenuti - l'obiezione sollevata da chi si sente, in questo modo, frodato dei suoi averi risulta infondata quando si ribalta il discorso facendo alcuni conti sull'aborto.
Le pratiche abortive sono finanziate dallo stato; sono cioè finanziate da tutti noi contribuenti, anche chi non è favorevole.
Quanto ci costa l'aborto? Quanti soldi vengono sottratti dalle nostre tasse per finanziare questi omicidi?
Per sapere quanto costa un aborto chirurgico bisogna spulciare il tariffario sanitario del ministero della sanità. I numeri riportati sono tutti approssimativi e non aggiornati ma è possibile farsi un'idea. Stando al tariffario più aggiornato che ho trovato [1], dividendo la spesa totale per il numero di degenze, ogni aborto ci costa 78'100'177/(68'370+2'588+1'367)= 1'070 €. Tenendo conto che il dato non è aggiornato e che probabilmente il prezzo è aumentato (per via dell'inflazione), se moltiplichiamo questa cifra per il numero di aborti avvenuti nell'anno 2008[2], cioè 121'406, otteniamo che lo stato ha speso non meno di 121'406*1'070= 129'904'420 €. Tutti gli italiani, anche i contrari all'aborto e gli obiettori di coscienza, hanno dunque finanziato con quasi 130 milioni di euro degli infanticidi.
Analogamente al "i cattolici si paghino i loro ministri" si dovrebbe dire "gli omicidi si paghino i loro delitti": oltre mille euro per aborto.
Qualcuno potrebbe obiettare che ora la RU486 abbatterebbe i costi. Premettendo che ci sarebbero comunque dei costi, ugualmente a carico di chi è pro-life. Un guadagno c'è ma la spesa risulta ugualmente non indifferente.
Secondo un articolo di repubblica[3] da prendere ovviamente con le molle un ciclo completo di RU486 verrebbe a costare 42 € ma, sommando le tariffe di degenza relativa ai vari controlli previsti[4] e il prezzo del
Misoprostolo[5], necessario per completare la procedura, si ottiene 42 + 202*3 + 15 = 663 € per ogni aborto. Immaginando che tutti gli aborti avvengano secondo questa modalità - ma non sarà vero - si ottiene 121'406*663 = 80'492'178 €, cioè ottanta milioni di euro sottratti indistintamente ai pro-choice e ai pro-life.
Morale della indagine: prima che i nostri amici anticlericali si scandalizzino per quelle quattro monetine sul piattino delle offerte la domenica o si straccino le vesti sui soldi "sottratti" a chi non esprima preferenze, dovrebbero fare un po' di conti e pensare che lasciare le cose come stanno è meglio di provocare guerre etiche che conducono inevitabilmente a vittime. In questo caso, le donne e i bambini.

Referenze:
[1] Tariffario 2004 | Ministero della sanità
[2] Rapporto annuale sulla IVG del ministero della salute
[3] La pillola della discordia | Repubblica
[4] Ministero della sanità | tariffario degenza
[5] AIFA | tariffario
Postato da Hayal'el (Seraphim)
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