Crocifisso e Corte europea dei diritti dell'uomo
La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo con una sentenza assurda stabilisce che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce "una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni", non so a voi, ma a me questa decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo più che preoccupare fa sorridere.
E' come se mi dicessero: ti vieto di esporre la foto di tuo padre, la foto di colui da cui ha origine la tua cultura da 2009 anni a questa parte.
Sorrido perchè la battaglia è iniziata nel 2002 da una donna finlandese che mandava a scuola ad Abano Terme i suoi due figli, la signora in questione si ritenne offesa nel vedere esposto in aula il crocifisso, per i suoi figli voleva un'educazione laica. Mi vien da pensare che la signora Soile Lautsi Albertin è scappata dalla sua terra perché lì anche la bandiera finlandese riporta il simbolo della croce.
Da notare poi che questa signora più che seguire l'educazione dei suoi figli, preferisce rincorrere aule di tribunali, sì perché è dal 2002 che l'interessata si era rivolta al TAR del Veneto, il quale nel 2005 ha respinto il ricorso, lo stesso è avvenuto poi nel 2006 con il Consiglio di Stato, massimo organo giurisdizionale aministrativo, che ha motivato la decisione proprio con il principio di laicità dello Stato: «Non si può pensare al crocifisso esposto nelle aule scolastiche come a una suppellettile, oggetto di arredo - scrivono infatti i magistrati - e neppure come a un oggetto di culto; si deve pensare piuttosto come a un simbolo idoneo a esprimere l'elevato fondamento dei valori civili sopra richiamati, che sono poi i valori che delineano la laicità nell'attuale ordinamento dello Stato». Uno Stato laico, dunque, che rispetta la sensibilità e la libertà religiosa di ciascuno, riaffermando al tempo stesso valori comuni a tutti i cittadini.
Ma la signora o chi per essa, perché nel frattempo mi sa che la scuola i suoi figli l'han terminata, in ogni caso evidentemente non soddisfatti, si sono rivolti a Strasburgo, dove l'Italia ha un suo rappresentante. Ma qui non si può non sorridere nel vedere chi ci rappresenta all'interno della corte europea di Strasburgo: il signor Vladimiro Zagrebelsky. Un magistrato le cui origini sono russe, nulla da dire sulla sua preparazione professionale tanto che radio radicale si premura di mettere ben in evidenza gli eventi a cui lo stesso ha partecipato in questi anni, ma da qui a rappresentare la cultura e le tradizioni italiane c'è un mare o meglio un abisso di mezzo.
Se mi permettete inviterei i magistrati a fare più attenzione prima di scrivere al punto 53: "Il denunciante sostiene che il simbolo è un affronto alle sue convinzioni e viola il diritto dei suoi figli che non professano la religione cattolica."
Il crocefisso non rappresenta solo la religione cattolica, anche i bambini sanno che rappresenta tutte le religioni cristiane, cattoliche o meno, ovvero tutte quelle che credono in Cristo: Chiesa protestante, Cristianesimo armeno, Cristianesimo Copto, Ortodossia, Cattolicesimo, Restaurazionismo, Anglicanesimo e altri culti di origine cristiana come i testimoni di Geova e i Mormoni.
Questa annotazione errata e senza alcuna smentita, sembra banale, ma io la ritengo esplicativa di una decisione che è solo "ideologica", dubito che i magistrati si siano premurati di spiegare ciò alla signora denunciante.
La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea così riporta:
- istruzione art.14: "La libertà di creare istituti di insegnamento nel rispetto dei principi democratici, così come il diritto dei genitori di provvedere all'educazione e all'istruzione dei loro figli secondo le loro convinzioni religiose, filosofiche e pedagogiche, sono rispettati secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l'esercizio."
- art.22 "L'Unione rispetta la diversità, culturale, religiosa e linguistica."
La Carta è un documento ambiguo, che, soprattutto per la difesa della vita, della famiglia e della libertà di educazione, prevede tutto ed il contrario di tutto, ho l'impressione che di questo passo ci "sentenzieranno" qual è la vera lingua italiana, voi cosa ne dite?
L'europarlamentare Mario Mauro ci spiega con esattezza che ruolo ha la Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo: «Mi preme sottolineare che la Corte dei diritti dell'Uomo non è un organismo dell'Unione Europea, infatti nel collegio dei sette giudici che ha emesso la sentenza sono presenti anche un giudice turco e un giudice serbo. Sui giornali e telegiornali appariranno titoli ingannevoli che incolperanno o esalteranno l' Europa che "rifiuta il Crocifisso nelle aule di scuola". Questa sentenza è il frutto del lavoro di una Corte che, sotto l'egida del Consiglio d'Europa, rischia di travisare il senso stesso del progetto europeo».
La decisione della Corte di Strasburgo costituisce un classico esempio di impostazione laicista volta a rinchiudere la religione, in particolare quella cristiana, in un vero ghetto. In questa prospettiva si inquadrano le motivazioni della sentenza
Altri pareri contrari:
Mi commuove il fatto che anche i musulmani presenti in Italia sostengono l'esposizione del crocefisso nelle aule, tra questi Souad Sbai, deputata e Presidente dell’Associazione Acmid-Donna Onlus (Associazione delle Donne Marocchine in Italia).
Gli atei sostengono i cristiani. Altro che sorridere, quasi piango di commozione, nel sentire che anche tantissime persone non religiose sono contrarie alla sentenza, tra queste il presidente della repubblica e il neo-eletto segretario Bersani che appellandosi al "buon senso" afferma: un'antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno.
Santa pace, come è grande il Signore da spingere anche chi non crede a salvare la cultura cristiana.
Per puro caso ieri mi è capitato di sentire l'intervento del ministro Larussa alla trasmissione condotta da Sposini. Essendo Larussa presente tra il pubblico all'intervento precedente il suo che trattava appunto la decisione sul crocifisso nelle aule, quando è toccato a lui, anziché parlare di ciò per cui era stato invitato (la giornata del 4 novembre) ha praticamente rivoltato come un calzino Sposini, dicendo: io non sono un baciapile, ma lei non può condurre un dibattito così non c'era alcuna "par condicio" tra gli intervenuti e poi non ha detto nulla quando hanno affermato che il crocifisso è un simbolo fascista.
Non aggiungo altro, lascio a voi giudicare come funziona l'informazione.
Una sola cosa non mi fa sorridere, il nulla che avanza.
Sì il nulla che avanza, perché questa decisione non è la prima che lascia a bocca aperta, ve ne cito giusto due come esempio:
- Giovedì 17 settembre 2009, esaminando una recente legge lituana, che prevede tra l’altro l’assenza di propaganda omosessuale dai luoghi abitualmente frequentati dai minori, il Parlamento Europeo ha ritenuto, a larga maggioranza, questa norma una riprovevole “discriminazione in base all’orientamento sessuale”, chiedendo alla Lituania di emendarla. Ogni commento, anche di semplice buon senso, è superfluo.
- In questi ultimi anni, la Corte europea ha imposto alla Norvegia di espungere ogni riferimento alla religione cristiana dal contenuto dagli insegnamenti scolastici, anche se la Norvegia è uno stato confessionale.
In questa storia infinita, viene dunque da domandarsi dove sta andando la Corte europea, anzi forse è meglio dire dove sta sprofondando: in un vuoto spaventoso, nel nulla!!!!!!!
Leggi tutti gli articoli su SamizdatOnLine
Segnalato da Graciete
.jpg)
