Happy End in Honduras
Dal piccolo Honduras e dal suo popolo una vera lezione di democrazia. Ecco la parola impronunciabile per le vestali del pensiero dell'élite illuminata: il popolo. E in questi giorni abbiamo avuto esempi importanti. Prima la "piccola" Svizzera con il referendun sui minareti e ora lo splendido esito del "piccolo" Honduras. La volontà popolare non si è fatta condizionare dal terrorismo pseudoculturale che parla di democrazia e di multiculturalismo in modo astratto, che ha come scopo intimorire la gente e far prevalere le élite. Svizzera e Honduras ci insegnano che dobbiamo combattere culturalmente con colossi come ONU, UE e similari ma la verità alla fine "emerge". SamizdatOnLine
Che fine ha fatto l’Honduras? Perché è scomparso dal grande circo mediatico? Forse perché è la suprema legge delle notizie, che si raffreddano in poco tempo, incalzate da altre più urgenti? Eppure verrebbe da pensare diversamente. Verrebbe da pensare che non interessa dare risalto a una delle più belle notizie degli ultimi tempi. La democrazia, quella vera, ha vinto in Honduras. Il Foro di São Paulo ha subito la più cocente sconfitta dei più di quindici anni della sua esistenza. Tutti i paesi, compresi gli USA, che si erano affrettati a condannare l’Honduras come golpista hanno dovuto fare marcia indietro, riconoscendo che le elezioni svolte nelle scorse settimane sono state legittime, chiarissime e hanno manifestato senza ombra di dubbio la volontà popolare: Porfirio Lobo Sosa è il nuovo Presidente. Compiendo gli accordi fatti con lo stesso Zelaya, il quale poi non volle più riconoscerli, tentando il tutto per tutto per intorbidare ancora le acque, il Congresso honduregno ha posto in votazione la questione se Zelaya dovesse essere reintegrato o no: anche qui, a dispetto degli ultimi tentativi degli zelaysti di fare ostruzione etc., il Congresso con un sonoro 65 a 9 ha votato contro il reintegro di Zelaya.
Quindi, cosa resta? Resta che non ci fu alcun golpe (il “terribile governo golpista” ha semplicemente impedito il vero golpe e ha traghettato, in pace e senza mai uscire dalla legalità, il paese a nuove elezioni). Resta che ONU, USA, UE hanno fatto una figura da nascondersi. Resta che il Foro di São Paulo e il loro progetto di espandere il comunismo in America Latina ha subito uno scacco, che si spera possa funzionare da precedente per tutti gli altri paesi per il momento controllati dal Foro. Resta la patata bollente nelle mani di Lula, che adesso ha Zelaya ancora nella ambasciata brasiliana e non sa cosa farsene (Olavo de Carvalho proponeva una che Lula gli dia la direzione di una scuola di Samba e chiuda questa penosa parentesi). Resta che il piccolo paese di Honduras, come il villaggio di Asterix e Obelix, per usare la spassosa immagine proposta da Heitor de Paola, ha dato al mondo una lezione di coraggio, resistendo per mesi e mesi a inaudite pressioni internazionali, affidandosi soltanto al suo diritto di autodeterminazione, usando come scudo the rule of Law. La fedeltà alla Legge e alla loro Costituzione. E alla fine ha vinto,
Gli storici futuri dovranno dedicare un capitolo speciale al popolo honduregno, esempio di coraggiosa indipendenza in un tempo di sempre più vile accodamento alle decisioni altrui.
Contro l'imbecillità collettiva socio di SamizdatOnLine
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