Gesù, colui che attendiamo, è il centro della nostra vita cristiana?

 
Tu scendi dalle stelCaro cardinale,
ti ringrazio per la lettera che mi hai scritto ma è talmente lunga che ho chiesto alla mamma di leggermela.
Sai che anch'io ho imparato a scuola il canto "Tu scendi dalle stelle", lo canterò durante la recita di Natale insieme ad altri canti natalizi, però non ci avevano detto che è stata scritta da un Santo.
Sono triste perché ho saputo che in alcune scuole non vogliono che si parli di Gesù e neppure che vengano cantati canti in suo nome, questo perché nelle classi a volte c'è qualche studente di un’altra religione, ma io non capisco il perché hanno deciso questo, se anche loro sono religiosi saranno felici per noi che cantiamo a Gesù. Me lo ha detto anche Mohamed il figlio di amici dei miei genitori, mi ha spiegato che lui è musulmano e crede in Allah, ma vuol bene anche a Gesù e soprattutto alla sua mamma, la Madonna.
La maestra ci ha parlato di Madre Teresa una piccola santa che parlava poco e scriveva ancor meno, diceva semplicemente che per lei Cristo era tutto, lei lo vedeva nel volto dei suoi ammalati e si sentiva una piccola matita nelle mani di Dio, anch'io desidero che Gesù, quel bambino che attendiamo, sia tutto per me.
 
In questi giorni sono ancora più triste perché vogliono togliere il crocifisso che è appeso nella mia classe. Sai che quando c'è l'ora di religione iniziamo sempre con una preghiera perché la maestra dice che così il nostro cuore si prepara meglio a conoscere Gesù e io quando la recito guardo sempre Lui, lì affisso alla parete, non riesco proprio a farne a meno. Scrivi a questi potenti perché non lo tolgano dalle classi, scusami la mamma ha detto che ci avrai già pensato tu senza il mio suggerimento, se però te ne sei scordato ti prego di farlo.

In questa tua lettera avrei voluto capire ancor meglio chi é Gesù, perché è bello che lui sia tanto buono da voler bene ai più poveri, ma a me questo non basta. La mamma dice che anche a lei non basta, mamma e papà dicono che si può essere anche falsi nel fare del bene, dicono “si rischia di sentirsi a posto”. Io ho capito che Gesù dà tanto ma vuole anche tanto, anzi tutto, persino di più dei soldi, dell’aiuto ai poveri, del riciclo per evitare di sprecare, della solidarietà. Lui vuole me, te, la mamma, il papà, ognuno di noi.
Che bello questo Gesù che risponde a ogni mio piccolo o grande desiderio, che vuole bene a me, che mi dice continuamente di guardare lui, che rispetta la mia libertà, che valorizza tutto e tutti – anche quelli del Comune di Milano che magari non credono ma hanno fatto il presepe quest’anno proprio lì dove c’è il Duomo - e che anche quando faccio qualcosa di buono mi dice “non basta, voglio tutto, voglio te”.

Ecco, non so dire bene, ma quando la maestra, ma anche i miei genitori, dicono che sta qui l’inizio della felicità, io non capisco tutto ma li sento così veri che voglio anche per me questa felicità. La voglio tutta proprio.

Per questo ti ringrazio per avermi ricordato che anche io devo imparare ad essere più buona, e io so che potrò esserlo sinceramente tutta fino in fondo, solo se punto lo sguardo dritto dritto su di lui. E’ lui che mi farà più buona, non io (perché, detta tra di noi, oggi ci riesco, ma poi mi distraggo e me ne dimentico).

Ti voglio tanto bene e sono sicura che tu saprai capire e ascoltare il mio piccolo grido “vieni Signore Gesù”.

Un bacio grande, ti auguro che Gesù porti tanta felicità a te e a tutti quelli che ti sono vicino.
Buon Natale dalla tua piccola Grazia.

Inserito da Graciete

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