Le prove del XXI secolo
Gli attacchi alla Chiesa sfidano la libertà dei cristiani.
Nell'omelia pronunciata nella Messa per la solennità dei SS. Pietro e Paolo Benedetto XVI ha detto: “... In effetti, se pensiamo ai due millenni di storia della Chiesa, possiamo osservare che – come aveva preannunciato il Signore Gesù (cfr Mt 10,16-33) – non sono mai mancate per i cristiani le prove, che in alcuni periodi e luoghi hanno assunto il carattere di vere e proprie persecuzioni ...”
Non l'avremmo pensato possibile, ma anche nel tollerante e pacifico Occidente del XXI secolo la Chiesa é perseguitata; stiamo rivedendo, e non lo credevamo possibile, lo stravolgimento del diritto o, forse meglio, la sua deformazione, ad uso di forze che vogliono escludere la Chiesa dalla vita pubblica, mentre smantellano la civiltà da essa creata nei secoli. Usano gli stessi mezzi che abbiamo visto con orrore usati da nazisti e comunisti, e pensavamo non fossero possibili nelle società che si definiscono libere e democratiche.
E' emerso clamorosamente nel sequestro dei vescovi belgi da parte della magistratura, e nella sacrilega violazione delle tombe di vescovi morti, ma compare in tante altre vicende ugualmente gridate dai mezzi di disinformazione, vedi le accuse al card. Sepe o a don Gelmini, o non sbandierate ma ugualmente destinate a erodere ingannevolmente l'affetto che ancora gli Italiani hanno per la Chiesa.
Ed é una tendenza a livello mondiale, per lo meno nella società del politicamente corretto, come denuncia Massimo Introvigne.
L'uso strumentale delle indagini giudiziarie va contrastato con ogni mezzo, ma il popolo cristiano, provvidenzialmente, ha uno strumento ben più efficace per soddisfare la sua sete di giustizia, e lo ricorda ancora il Papa, nella stessa omelia: “.. Ma la parola di Cristo è chiara: “Non praevalebunt – non prevarranno” (Mt 16,18). L’unità della Chiesa è radicata nella sua unione con Cristo, e la causa della piena unità dei cristiani – sempre da ricercare e da rinnovare, di generazione in generazione – è pure sostenuta dalla sua preghiera e dalla sua promessa. Nella lotta contro lo spirito del male, Dio ci ha donato in Gesù l’“Avvocato” difensore, e, dopo la sua Pasqua, “un altro Paraclito” (cfr Gv 14,16), lo Spirito Santo, che rimane con noi per sempre e conduce la Chiesa verso la pienezza della verità (cfr Gv 14,16; 16,13), che è anche la pienezza della carità e dell’unità ...”
Per altro l'amico Antonio Socci ci ricorda un altro forte richiamo del Papa: le persecuzioni sono una grazia, perche' costringono la Chiesa a verificare la sua adesione alla fonte da cui deriva la sua vita: Gesù Cristo. Un altro passo dell'omelia del 29 giugno dice: “.. Queste, però, malgrado le sofferenze che provocano, non costituiscono il pericolo più grave per la Chiesa. Il danno maggiore, infatti, essa lo subisce da ciò che inquina la fede e la vita cristiana dei suoi membri e delle sue comunità, intaccando l’integrità del Corpo mistico, indebolendo la sua capacità di profezia e di testimonianza, appannando la bellezza del suo volto ..”
E' un forte richiamo per tutti i cattolici, a prendere sul serio e senza sconti la propria adesione a Gesù Cristo e all'insegnamento del Papa: la lotta per la giustizia riguarda tutti noi, ci richiede, innanzi tutto di essere seri con la fede che professiamo.
Keass socio di SamizdatOnLine
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