Tu, o Cristo mio
Cari amici,
uno che era un barbone, adesso, da quando è stato accolto nella nostra casa famiglia (dove vivono quanti la polizia raccoglie per i marciapiedi), mi ha detto: “Mediante la disgrazia, ho incontrato Cristo e così la disgrazia è diventata una grazia”. Guardare la realtá così è sperimentare la contemporaneitá di Cristo in ogni piccola cosa. Come oggi, quando, uscendo dalla redazione del nostro settimanale e guardando il pavimento, ho visto una carta delle caramelle e mi sono piegato dicendo:“Tu, o Cristo mio”; l’ho presa e l’ho messa nel cestino. Due passi più avanti si presenta la stessa scena, mi piego e ancora: “Tu, o Cristo mio”; e la carta nel cestino. E siccome le carte nel cortile sono sempre presenti (per via dei bambini che stanno imparando questo metodo piano piano), potete immaginare quanto tutto questo mi renda familiare Cristo. Anche la spazzatura, il fare bene la camera, tenere in ordine la casa, ripetere all’infinito ai miei bambini sempre la stessa cosa, tutto diventa Avvenimento.
Un abbraccio e buone vacanze,
P. Aldo

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